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CASTEL SANT’ANGELO & MAUSOLEO DI ADRIANO: UNA STORIA MILLENARIA

Il Mausoleo di Adriano nel Medioevo fu trasformato in una fortezza inespugnabile, che resistette per secoli ad ogni assedio incluso quello dei Lanzichenecchi del 1527.

Il Mausoleo di Augusto fu la prima grande tomba dinastica e a partire da Augusto vi furono sepolti tutti gli imperatori. L'ultimo fu Nerva, mentre  Traiano (morto nel 117 d.C.)   fu sepolto, caso unico, all'interno delle mura della città, nel basamento della Colonna Traiana.
Dato che nel Mausoleo di Augusto non vi era più posto e nel Campo Marzio gli spazi erano ridotti, Adriano decise di costruire la nuova tomba dinastica sulla riva opposta del Tevere, e costruì il Ponte Elio come accesso monumentale e scenografico al sepolcro.

Il terreno in riva al fiume era paludoso ed instabile, e fu necessario costruire fondamenta profonde oltre sette metri con palificazioni lignee e gettate, che furono rinvenute e studiate durante le demolizioni di fine Ottocento.

Adriano stesso inaugurò il Ponte Elio nel 134 d.C. mentre il Mausoleo fu inaugurato da Antonino Pio, successore di Adriano, nel 139 d.C., perché i tempi di costruzione erano stati assai più lunghi.
Circondato da da un recinto sacro con una cancellata di bronzo, il Mausoleo aveva un grande Basamento quadrato con l’unica porta sul lato sud, che dava accesso al Vestibolo inferiore e poi alla lunghissima Rampa elicoidale, che con un percorso a spirale saliva di quota fino a raggiungere il Vestibolo superiore, dieci metri più in alto.

Un breve corridoio (oggi obliterato) immetteva nella Sala Sepolcrale che in origine era chiusa. Una scala conduceva invece alla Piazza superiore dove un altro basamento quadrato, il Podio di sostruzione, sosteneva un Tempio circolare coronato da un’enorme Quadriga del Sole in bronzo guidata dall’imperatore Adriano raffigurato come Sol Invictus.

Per la sua collocazione strategica e la forma a torre, il Mausoleo fu trasformato in fortezza, e resistette gli assedi dei Visigoti nel 410 e dei Vandali nel 454.
Nel 537 d.C. il generale Belisario fece a pezzi le sculture del Mausoleo per gettarle sui Goti di Vitige, che lo assediavano. I marmi dell'edificio vennero depredati e nel 1379 il Comune usò il rivestimento in travertino per pavimentare strade e piazze di Roma.

L'accesso originale con la Rampa elicoidale era indifendibile e venne murato alla fine del Trecento, creando un nuovo ingresso più in alto con ponte levatoio; la Sala sepolcrale divenne una casamatta. I papi rinascimentali, a partire da Alessandro VI Borgia, chiamarono i più grandi artisti del loro tempo per decorare gli appartamenti papali costruiti in cima al Castello.

A fine Settecento i francesi trasformarono il Castello in prigione e caserma. A fine Ottocento, costruendo i nuovi argini del Lungotevere si scoprirono le rampe originali del Ponte Elio che vennero demolite per completare in fretta i lavori.

Come tutti i grandi monumenti romani, il Mausoleo di Adriano fu progettato e costruito per durare in eterno, e per millenni ha resistito a inondazioni, terremoti, guerre e saccheggi.
Scoprite questa storia affascinante e sconosciuta nel libro di Marina De Franceschini «Castel Sant'Angelo. Mausoleo di Adriano, Architettura e Luce».

Rif. Bibliografico
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